Lazzate in festa

L’estate è giunta al termine, feste e sagre prolungate vestite dai finti popolani sono terminate.

Una cosa è certa: lo spirito collettivo delle sagre e feste tramandato dai nostri padri è scomparso, quello spirito organizzativo di persone umili come il Bianchi, il Re, il Pizzi, il Parenti che attraverso la Pro Loco di allora, lavorava con poche risorse ma con un paese dove cittadini e commercianti, oltre alla partecipazione, davano il loro contributo per un buona riuscita.

La sagra o la festa incominciava sin dal primo giorno di organizzazione, la riuscita non dipendeva dal primo scontrino battuto, ma era un modo per stare insieme , dare sfogo alla propria fantasia e concedersi per pochi giorni svago e serenità.

Oggi sagre e feste sono organizzate su slogan legati alle stagioni, ai prodotti tipici, sotto il controllo di forze politiche mascherate da nomi di fantasia.

C’è chi reputa che le sagre o le feste servono per animare, rivitalizzare il paese e portare guadagno alla nostra Comunità.

festaBè più che animare è uno stordire e a proposito di introiti pochi sono i negozianti che ne beneficiano, dal momento che molte classi merceologiche nel paese sono scomparse.

E’ da dire poi che gli organizzatori di dette sagre o feste, scompaiono durante l’anno ma ricompaiono magicamente per la gestione della feste.

Esempio chi è: il “ Borgo in festa”?

Lo si trova nel sito internet del Comune come associazione, l’indirizzo è quello del Comune, il numero di telefono è quello del Comune, il presidente è ignoto così come non è rintracciabile lo statuto.

Ma allora il “Borgo in festa” e il Comune sono la stessa cosa?

Forse l’Amministrazione Comunale dovrebbe fare più il Comune e non l’organizzatore di feste, a meno che il suo tornaconto sia solo pubblicità di partito?

Sicuramente è una buona pubblicità occulta dal momento che la stragrande maggioranza di chi frequenta le feste arriva dal “di là dei bosch”, ma no, non saranno così scorretti?

Ma ai cittadini di Lazzate quale merito viene attribuito?

Solo l’onere di pagare con le proprie tasse buona parte dell’organizzazione?

Ma i guadagni come vengono distribuiti?

Attenzione: questi sono interrogativi e/o considerazioni che vi poniamo perché risposte certe e chiare noi non ne abbiamo, e la trasparenza conclamata dall’Amministrazione Comunale non è attuata.

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