Quater ciacole in su l’era del Paradis – Atto V°

(Quattro chiacchiere sull’aia del paradiso)

Atto V° – Retroscena su Villa Biraghi

Quel giorno di maggio Pietro e Paolo incrociarono un uomo che con volto scuro continuava a ripetere : “No, non è possibile, la mia magione diventerà un condomino”.1Prescizioni villa biraghi

“Mi scusi” disse Paolo “posso sapere il suo nome e cosa la cruccia?”

“Io sono il Cardinale Antonio Birago e quello che mi infastidisce e che la mia casa gentilizia venga trasformata in sedici appartamenti e non in una dignitosa sede come hanno fatto comuni limitrofi”.

“Lei è la terza persona che si rammarica di questo fatto” aggiunse Pietro “ma purtroppo a questo punto la sua destinazione rimarrà tale, salvo un ripensamento dell’attuale Amministrazione”.

Nel frattempo giunse Tommaso, anche lui scuro in volto, che esordì: “Voi due che sapete dove mettere il naso perché non indagate un po’ sulla faccenda?”

“Hai ragione” rispose Pietro “merita senz’altro un approfondimento”.

Fecero un salto sulla terra e scartabellando i soli documenti disponibili Paolo disse: “ma guarda un po’ l’assessore di allora dichiara di aver sottoposto il possibile utilizzo della villa come sede della provincia di Monza e Brianza all’assessore provinciale e la risposta fu negativa”.

“Non poteva certamente essere positiva dal momento che uno era verde e l’altro rosso” ribadì Pietro “e poi perché non l’ha proposta come sede della CO.NORD?” (Confederazione delle Provincie e dei Comuni del Nord prevalentemente leghisti).

Tommaso che aveva seguito i due esordì : “Dovevano fare o faranno 16 appartamenti e 23 box auto con un incasso previsto per il Comune di Euro 170.000,00 e opere extra oneri pari a 50.000 Euro, per la sistemazione e collegamento stradali.

Li avrà incassati? Un bel guadagno per il Comune!”

“La delibera del Consiglio Comunale del 19-05-2008 prescriveva obbligatoriamente di eseguire la strada di collegamento da Via Lega Lombarda a Vicolo Birago prima di iniziare i lavori di ristrutturazione del fabbricato” aggiunse Paolo.

2Giardino all'italianaTommaso replicò : “ma quale strada! Non hanno ancora fatto nulla! Però i lavori nel fabbricato sono stati iniziati in difformità alle prescrizioni riportate nella delibera del Consiglio Comunale.”

“Oibò” disse Pietro “nella delibera sopracitata non sono menzionati, né allegati: la pianta del piano interrato riportante i box, la convenzione ed il titolo di proprietà della società Villa Biraghi S.r.l”.

Tommaso disse: “Un momento i titoli non tornano, alla data della delibera del Consiglio Comunale la proprietà risultava intestata a Petra S.a.s, ma come si è potuto trattare con soggetto diverso dal proprietario? Attualmente esiste un referente responsabile della proprietà? Chi risponde per la pubblica incolumità per danni che possono derivare alle persone dalle incurie e fatiscenza dello stabile?”

Ma a chi spetta controllare?  Forse ai nuovi assunti?

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