Quater ciacole in su l’era del Paradis – Atto III°

(Quattro chiacchiere sull’aia del paradiso)

Atto III° – il territorio di Lazzate

Lavori a Lazzate per la PedemontanaPietro e Paolo, attenti osservatori di quanto avviene sulla terra del loro paese (li abbiamo già conosciuti negli articoli riguardanti “ul Penatt” e “l’Ex CAF“), hanno notato da tempo le lunghe strisce arancione che delimitano ampie aree di terreno e dei lavori che in esse fervono.

“I lavori della Pedemontana stanno procedendo” disse Paolo “ma perché l’hanno chiamata così dal momento che il significato della parola è: ai piedi della montagne, e nel luogo dove la stanno realizzando non vi sono montagne?”.

“Beh, sai come si fanno fare le opere i politici Italiani” rispose Pietro “si parte con un progetto ed alla fine ci si ritrova con tutt’altro. All’origine la Pedemontana (Corridoio V° Lisbona-Kiev) doveva effettivamente passare appena sotto le montagne ma poi col passare degli anni chissà perché si è spostata sempre più in giù, mi vien da ritenere che hanno considerato Cermenate posto sul picco di una montagna”.

“E poi guarda quanto territorio stanno trasformando” esclamò Paolo “terreni agricoli produttivi e molte zone boschive”.

Lavori a Lazzate per la Pedemontana“Hai ragione Paolo” disse Pietro “una grossa fetta del bosco del Batù è stata tagliata, moltissime piante di acacia sono diventate legna da ardere e così pure quel bosco formato principalmente da querce che se ben ricordo era del Giusepin”.

“Chissà ora come sarà arrabbiato, dal momento che ci teneva tanto, d’inverno andava a pulirlo e a raccogliere la legna, d’estate ci passava le mezze giornate a godersi il fresco e a respirare aria buona” aggiunse Paolo.

“Ho sentito dire che fino a sei mesi fa il Giusepin faceva un salto giù a bearsi dell’aria, ma ora lo vedono malinconico ad osservare lo sfacelo” soggiunse Pietro.

“C’è da dire un’altra cosa: l’intera area del Batù è sottoposta a vincolo idrogeologico, zona di ricarica della falda acquifera, ma come succede spesso, i vincoli valgono solo per qualcuno, per altri sono bypassabili, lo si è fatto per il campo da trial (avverabile inquinamento da persone e motori).

“Ora per la pedemontana cosa ci si può aspettare” aggiunse Paolo.

“E così d’ora in avanti anziché respirare aria purificata dagli alberi i cittadini di Lazzate dovranno abituarsi agli odori e fumi degli scarichi degli autoveicoli che transiteranno su questa arteria, giacché se ben ricordo il vento spira quasi sempre dalle montagne verso il paese” disse Pietro.

“Inoltre stanno anche facendo la tangenziale Nord di Lazzate che partendo da Via Vittorio Emanuele, passando nella zona industriale a nord, confluirà nella zona industriale di Lentate, anche quest’opera comporta un notevole consumo di aree agricole” replicò Paolo.

“Ma per risparmiare territorio, non solo per la sede della tangenziale Nord di Lazzate, ma anche per contenere l’espansione edilizia, non era possibile far confluire la nuova sede stradale sullo stesso asse della via Comasinella dipartente dalla zona industriale sino alla rotonda del monumento al Trial?” aggiunse Pietro.

“Una cosa è certa: oltre a consumare i soldi dei cittadini di Lazzate in dubbie operazioni, consumano anche il suolo” concluse Paolo.

E mentre riflettevano borbottando sulle loro considerazioni passava di lì quella volpe dell’Arcangelo Gabriele con in mano un volumetto bianco e verde dal titolo “Una storia infinita” zittendoli si mise a leggere a pagina 53:

“…per non essere colti impreparati dal passaggio della pedemontana, il nuovo tratto a veloce scorrimento, che, grazie ad una lunga e dura lotta condotta dall’Amministrazione Leghista, cambiò il tragitto originario, risparmiando così la distruzione del bosco del Batù…” e proseguendo aggiunse:

“ho letto in una delibera di un Consiglio Comunale di Lazzate la dichiarazione del capogruppo della lega Nord Padania che diceva: “…Ritiene che il territorio non abbia prezzo, poiché soprattutto in Brianza il territorio verde è praticamente finito, essendo la provincia di Monza al primo posto per il consumo di suolo.”

Pietro e Paolo salutando Gabriele esclamarono:

“Le solite dichiarazioni populistiche e propagandistiche!”

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