Quater ciacole in su l’era del Paradis – Atto IV°

(Quattro chiacchiere sull’aia del paradiso)

Atto IV° – Villa Biraghi

Villa Biraghi

Come ogni mattina Giorgio s’incamminò lungo i viali del paradiso quando vide seduti su una panchina Pietro e Paolo che stavano discutendo con Ferdinando, salutò i tre e disse: “Caro Ferdinando ma cosa ci fai con questi due ficcanaso?”

“Sai, stiamo parlando dei tempi passati, degli antichi edifici di Lazzate che ora non ci sono più, delle trasformazioni che hanno avuto e della sistemazione delle due vie principali” disse Ferdinando.

“Veramente esiste ancora un antico edificio, l’unico annoverato nei beni culturali della Lombardia, che fu la tua e poi la mia dimora “ rispose Giorgio “ ed è la ex villa Visconti-Birago ora denominata villa Biraghi“.

“Ma avete visto in quale stato è ora” disse Paolo “completamente abbandonata all’incuria del tempo, dopo un vandalico intervento di ristrutturazione ha l’aspetto di edificio bombardato; Inoltre l’affaccio a Nord sull’ area privata determinata ad uso strada pubblica dalla Amministrazione Comunale, ma non presa in carico, e denominata Via Lega Lombarda presenta pericolo per la pubblica incolumità dei cittadini.”

“Come si è arrivato a tanto” esclamò Pietro “non avete mai pensato di proporlo a qualcuno per un recupero serio per una dignitosa sede ad uso della collettività”.

“Beh, io veramente l’ho fatto“ rispose Ferdinando “prima di venderlo a Giorgio mi sono recato in Comune dalla persona di dovere e ho proposto la vendita, ma la risposta fu negativa perché non rientrava nei suoi progetti e per ciò non aveva soldi per l’acquisto”.

“Anch’io“ aggiunse Giorgio “a sistemazione delle vie terminata mi sono recato in Comune dalla stessa persona per sottoporgli la vendita, adducendo il fatto che con un centro ristrutturato annoverare Villa Biraghi nelle proprietà Comunali sarebbe stato un fiore all’occhiello”.

“Purtroppo“ proseguì Giorgio “mi ha risposto: l’è una cà strascia, l’è gnanca dénter inde l’elench dei vill antic della lumbardia, e poeuh sén  féem, ghemm minga de danée e fu cosi che mi decisi a venderla alla immobiliare Petra”.

“Bella scelta per Lazzate, è stata persa una ottima opportunità” disse Paolo e Pietro ribadì ” fàss minga sentì , se sà mai chi ghè in gir? “.

“Pensate un po’“ disse Paolo “ha continuato a dire che non c’erano soldi e poi ha versato alla Cassa Depositi e Prestiti (Roma Ladrona ) un milione e ottocentomila Euro derivati da avanzi di bilancio delle tasse dei Lazzatesi”.

“Non solo” continuò Paolo “sono circa 20 anni che l’amministrazione Comunale paga gli affitti per l’ufficio Anagrafe e per l’ufficio Servizi Sociali con un esborso di circa EURO 400.000,000, senza tener conto delle spese di riscaldamento, luce, acqua, telefono, pulizia, condominiali etc…”

Ma se ghann in del còo!

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